Non la fine di qualcosa o addirittura di tutto, come i pochi che passano da queste parti potranno pensare, semplicemente l'inizio di qualcos'altro.
Ho bisogno di bianco, di spazio, di aria.
Si, perchè vaglielo a dire a quelle come me che esiste qualcosa di meglio per loro.
Sono felice? Forse
Mi manca qualcuno? Decisamente
E non è un caso che sia stato uno stupido film a farmelo capire.
Lascio queste goccie d'India distillate, così come le ho prese, ringraziando chi ha commentato, ha letto o semplicemente mi ha aiutato a scrivere ciò che ho lasciato qui.
I played pretend between the trees, and fed my houseguests bark and leaves, and laughed in my pretty bed of green.
That I could fly from the highest swing.
I had a dream.
Long walks in the dark through woods grown behind the park, I asked God who I'm supposed to be.
The stars smiled down on me, God answered in silent reverie. I said a prayer and fell asleep.
I had a dream
That I could fly from the highest tree.
I had a dream.
Now I'm old and feeling grey. I don't know what's left to say about this life I'm willing to leave.
I lived it full and I lived it well, there's many tales I've lived to tell. I'm ready now, I'm ready now, I'm ready now to fly from the highest wing.
I had a dream
Mi sposto qui















L'ultimo giorno del 2008 non può non essere accompagnato dal classico bilancio annuale, nonché da una top ten delle cose e dei momenti migliori vissuti accanto alle persone che amo.


Cominciamo con I figli degli uomini: un film cupo, ambientato nel 2027 in Inghilterra, unica zona rimasta franca dalle guerriglie urbane. Clive Owen, il protagonista, si ritrova a dover compiere una missione di grande responsabilità: salvare l'unica donna fertile rimasta per evitare l'estinzione della specie. Ora, vi chiederete perchè questo film tra il pre- industriale e il post- atomico mi abbia colpito così tanto... il fatto è che non lo so nemmeno io. La mia attenzione è stata attirata dalla donna incaricata di salvaguardare l'incolumità della donna gravida, il suo continuo ripetere quel "om mani padme hum". L'India, bella e splendente, ritorna. E con il film ritorna la mia voglia sopita di tornarci.
Un'altra giovinezza: Dominic Matei è un settantenne docente di linguistica ossessionato dal linguaggio e da Laura, amata in gioventù e morta di parto. Deciso a togliersi la vita con una dose letale di stricnina, la mattina di Pasqua viene colpito da un fulmine davanti alla stazione di Bucarest ma la scarica elettrica, invece di ucciderlo, innesca un prodigioso processo rigenerativo. Sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, alla bomba atomica e alla Guerra Fredda, Matei vuole portare a termine il suo libro sull'importanza del linguaggio nell'attribuzione di senso al tempo. La proroga di vita e l'incontro con Veronica, incarnazione dell'amata Laura, diventano la possibilità per raggiungere l'inarticolato momento del principio. Un'altra giovinezza, adattamento del romanzo del filosofo e storico delle religioni Mircea Eliade, può essere considerato una cosciente messinscena del tempo e insieme uno strumento di ricerca e scoperta dell'origine del linguaggio e della nostra civiltà. Ed è qui che nasce il mio interesse per questo capolavoro: il sanscrito, l'attore che interpreta l'orientalista più dotato della scuola italiana (Giuseppe Tucci), la caverna in India, il pandit e il fenomeno dell reincarnazione, tutte cose che fanno ormai parte del mio patrimonio culturale e che mi invogliano ad andare avanti nei miei studi per arrivare ad una qualche conclusione.
1) Stasera ho fatto qualcosa che non ho mai avuto il coraggio di provare, un pò per snobberia, un pò perchè tradire la danza di élite per dedicarmi a qualcosa di diverso, non meno impegnativo, non era nei mei progetti. La sbarra era lì a guardarmi, e sorrideva come solo una madre sa fare. Sicuramente pensava fossi molto più sciolta in quel momento, che non nel periodo in cui stavo appoggiata a lei, con le scarpe di gesso e i capelli raccolti. Per la prima volta in vita mia mi sono sentita "elettricità", per dirla alla Billy Elliot. Niente passi precisi, solo musica e parole, con le gambe tremanti per aver riposato per più di un anno e il cuore che batteva all'impazzata per aver ritrovato il primo amore. 

