"Non puoi attraversare il mare semplicemente stando fermo e fissando le onde. Non indulgere in vani desideri." R. Tagore
domenica, 28 giugno 2009
And this is the end.
Non la fine di qualcosa o addirittura di tutto, come i pochi che passano da queste parti potranno pensare, semplicemente l'inizio di qualcos'altro.
Ho bisogno di bianco, di spazio, di aria.
Si, perchè vaglielo a dire a quelle come me che esiste qualcosa di meglio per loro.
Sono felice? Forse
Mi manca qualcuno? Decisamente
E non è un caso che sia stato uno stupido film a farmelo capire.
Lascio queste goccie d'India distillate, così come le ho prese, ringraziando chi ha commentato, ha letto o semplicemente mi ha aiutato a scrivere ciò che ho lasciato qui.


I was a little girl alone in my little world who dreamed of a little home for me.
I played pretend between the trees, and fed my houseguests bark and leaves, and laughed in my pretty bed of green.


I had a dream
That I could fly from the highest swing.
I had a dream.

Long walks in the dark through woods grown behind the park, I asked God who I'm supposed to be.
The stars smiled down on me, God answered in silent reverie. I said a prayer and fell asleep.

I had a dream
That I could fly from the highest tree.
I had a dream.

Now I'm old and feeling grey. I don't know what's left to say about this life I'm willing to leave.
I lived it full and I lived it well, there's many tales I've lived to tell. I'm ready now, I'm ready now, I'm ready now to fly from the highest wing.

I had a dream

addio_del_passato_by_flordelysMi sposto qui
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martedì, 02 giugno 2009
Passano i mesi e a malapena mi accorgo di non aver più scritto nulla, né su questo blog né su qualsiasi altro documento word.
Non voglio scrivere ancora, non per ora.
Perchè forse quello che avrei da scrivere sconvolgerebbe troppo una vita che al momento non mi sento di cambiare.



dall
Dall’ondeggiante oceano, la folla, venne teneramente a me una goccia,
mormorando Io ti amo, tra non molto morirò ho fatto un lungo viaggio solo per guardarti, toccarti, perché non potevo morire sinché non ti avessi guardato, perché temevo di poterti poi perdere.

Ora ci siamo incontrati, ci siamo guardati, siamo salvi, ritorna in pace all’oceano mio amore, anch’io sono parte di quell’oceano amore, non siamo così
separati,
considera il grande globo, la coesione di tutto, quanto è perfetta!
Ma per me, per te, il mare irresistibile deve separarci, e se per un' ora ci tiene lontani, non può tenerci lontani
per sempre;
non essere impaziente — un istante — sappi che io saluto l’aria, l’oceano e la terra,
ogni giorno al tramonto per amor tuo, amore.

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lunedì, 16 marzo 2009
foglieE’ piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi…
E’ un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai
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mercoledì, 31 dicembre 2008
capodannoA2008L'ultimo giorno del 2008 non può non essere accompagnato dal classico bilancio annuale, nonché da una top ten delle cose e dei momenti migliori vissuti accanto alle persone che amo.

Libro dell'anno:
La sottile linea scura (Lansdale)
Film dell'anno:
Un'altra giovinezza (Francis Ford Coppola)
Serie dell'anno:
Er
Spettacolo dell'anno:
La Giselle al Teatro Donizzetti
Viaggio dell'anno:
Paris
Esame dell'anno:
 Abilità informatiche!
Canzone dell'anno:
Rimmel
Giorno dell'anno:
18 Luglio
Amica dell'anno:
Barbarella
Uomo dell'anno:
Stitch
Regalo dell'anno:
Anello
Cerimonia dell'anno:
Matrimonio Chiara&Gianluca
Bacio dell'anno:
Sotto la Tour Eiffel


Ringraziamenti e i titoli di coda:
Tutta la mia famiglia
Tutta la famiglia di E.
Amici di Osio e affini
Amici di E.
Amici di unibo
E.




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venerdì, 05 dicembre 2008

S6001159

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lunedì, 24 novembre 2008
Cominciamo dicendo che ho sempre riempito le mie giornate con un sacco di cose, nella mia vita. Le principali sono sempre state la danza, il pianoforte, lo scrivere, le amicizie, lo studio, l'amore. Ma vediamo che fine hanno fatto tutte queste cose:
1) La danza classica è sempre lì, tra gli alti e i bassi. Ballavo e ho smesso di farlo, insegnavo ed ho smesso di fare pure quello. Ora prendo qualche lezioni sporadica per tenermi in forma, ma i miei sogni di bambina si sono infranti per seguire... non stiamo a ripetere tutte le volte le stesse cose.
2) Il pianoforte è il mio umore. Passo mesi senza suonarlo e giorni intensi in cui non riesco a staccare le dita dai testi perché voglio imparare dei nuovi pezzi. Funziona anche così, senza il conservatorio e tutto quello che ci gira intorno. A volte sembra che l'unico vero scopo del nero strumento che giace su un lato della mia camera sia solo quello di prendere polvere e aspettare quel tempo che mi serve per pensare e per scivolare di nuovo su quei tasti che sicuramente sanno cosa significano per me.
3) Sullo scrivere ci sarebbe molto da scrivere. Una passione nata a quindici anni e che ancora non riesco a levarmi, anche se non sembra da come metto insieme le parole su questo blog. Scrivevo quando ero malinconica, un tempo. Ora sono obbligata a farlo a scadenze settiminali perché scrivo per un giornale, un ottimo esercizio per tenersi allenati. Niente di più artificioso. Ma da quanto tempo non scrivo qualcosa di vero? Non oso nemmeno rispondermi.
4) Di amicizie ne ho salvate alcune, quelle di sempre e quelle recenti. I migliori amici che non perderò mai, anche se ci si può vedere solo una volta a settimana perché ognuno è indaffarato nelle sue cose. E allora si passano quei sabati sera con una cioccolata calda al bar di sempre raccontandosi le novità, ma senza aprirsi totalmente. (Esuli dall'elenco le amiche di università e i "soci" con i quali ho un rapporto diverso e complementare rispetto a quello che ho descritto).
5) Lo studio è una delle cose che salvo, anche se sanscrito mi rende la vita un pò difficile. Salvo il contenuto, ma non la forma. Non sopporto più la mia vita da studente non frequentante perché l'università è la cosa che mi ha cambiata maggiormente e mi da fortemente fastidio passare metà settimana chiusa in casa studiando quel minimo per aspettare il fine settimana che finalmente si riempie e non mi lascia un minuto per respirare. Del lavoro non parlo perché finchè c'è mi va bene,ma se dovesse finire me ne farò una ragione.
6) L'amore è l'altra cosa che salvo. Ma questa è un'altra storia.
Questo bell'elenco è solo una riprova del fatto che pur avendo tanti interessi non ho mai eccelso in niente e questo mi rende molto triste. Non sarò mai così brava come avrei voluto diventare, per la mia impossibilità di appronfondire certe cose (spero non per mancanza di talento), e la mia più grossa paura è di non riuscire a distinguermi. Non nego che ho sempre sognato una famiglia felice e la villa in Canadà non ritenendola sintomo di mdiocrità, ma spero-miauguro-voglio che la vita mi dia di più. Sono stanca di avere complessi di inferiorità (rispetto a chi, lo so io) perché, semplicemente, non sono inferiore.
Tié!

note

Brava! Brava! Sono tanto brava! Brava!

Sono tanto brava, sono brava
sono tanto brava
faccio quasi tutto con la voce, sembro un usignolo sì
forse...forse qualche nota non è proprio giusta...giusta
però io sono certa che così nessuno sa cantar
sono come un uccellin
senti il trillo...senti il trillo.
State un pò a sentir queste note così basse che so fare
poi vado su, vado su, vado su.
Brava! Brava! Come sono brava! Brava!
Certo se qualcuno vuole proprio...proprio pignolare
forse qualcosa non so fare ma sicuramente sì
non può essere che una cosa
che non ha nessun valore se vogliamo ricordare
che come me nessuno sa cantare
sono come un uccellin
senti il trillo...senti il trillo
e vi ricordate quelle note così basse che so fare.
Poi vado su...vado su...vado su
su...su...come due note
che volano nel cielo
E tutti sanno
che ho tanto di quel fiato
che neppure una balena può resistere sott'acqua
stando senza respirare tutto il tempo che io tengo questo "mi".
Brava! Brava! Come sono brava! Brava!
Sono tanto brava, sono brava
sono tanto brava
faccio quasi tutto con la voce, sembro un usignolo sì
però mi sentirei un poco...poco più tranquilla
se potessi questa sera farmi dire che son brava sì
ma che a dirlo siate voi
voi voi voi voi voi voi voi voi
voi che lo sentite questo povero mio cuore che fa bum
bum bum bum bum bum bum bum bum bum bum bum!
Brava! Brava!
Brava! Brava!
Brava!
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venerdì, 24 ottobre 2008
Dicono che i sogni rappresentino i nostri veri desideri o le nostre paure più profonde. Se così fosse non saprei definire se quello che ho sognato stanotte possa essere ciò che temo di più o ciò a cui aspiro. Sta di fatto che mi sono alzata stranamente presto, tutta scombussolata e, lo ammetto, molto molto irritata. Comincio a credere che il mio vero problema sia la semplice competizione, il terrore che io possa perdere in una gara che in realtà è solo frutto della mia fantasia, perchè ad essere messe in gioco sono le persone e i sentimenti, non le medaglie e le vittorie. "Però è così Shilpa", mi sono detta, "tu hai perso". Spaventoso.
Parliamo di ciò che c'è ancora e ciò che non c'è più: la panchina in centro Bergamo è stata sostituita da un marciapiede, la maggior parte degli oggetti si è logorata o completamente rotta, poche cose visibili rimandano ancora "all'aver perso". Ma allora perchè non mi sono ancora abituata a questa condizione a cui è impossibile rimediare? La verità è che ho passato metà del tempo ad incolparmi di qualcosa che non ho mai commesso e l'altra metà ad incolpare chi qualcosa l'aveva commesso. Tanto tempo perso in un procedimento assolutamente inutile perchè la colpa non sta in nessuno di noi, anche se spesso mi chiedo cosa sarebbe potuto succedere se avessi fatto in un modo piuttosto che un altro. E con mio grande rammarico temo che il risultato sarebbe stato sempre e comunque lo stesso.
La morale è molto semplice: "il mio essere me non è più compatibile col tuo essere te".
Ed ora diamo inizio alle danze.

sogni

E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi, e le tue ragioni
i miei alibi e le tue ragioni...
Chi mi ha fatto le carte, mi ha chiamato vincente
ma uno zingaro è un trucco
e il futuro invadente fosse stato un pò più giovane
l'avrei distrutto con la fantasia, l'avrei stracciata con la fantasia...

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro
ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi,
o farli rimanere buoni amici...come noi...

Santa voglia di vivere e dolce venere di rimmel
come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevo ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi,
e il vento passava sul tuo collo di pelliccia, e sulla tua persona
e quando io senza capire ho detto "si"
hai detto "è tutto quel che hai di me"
è tutto quel che ho di te...

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giovedì, 09 ottobre 2008
La formula sopracitata, spesso recitata nelle preghiere buddhiste, è una dedica al bodisatva Avalokitesvara, il Buddha della famiglia del Loto.
OM : rappresenta l'Assoluto, Fonte Suprema, Potenza creativa somma di tutti i suoni.
Mani Padme : ( gemma del Loto ) esprime coppie di concetti come il Budda che è nei nostri cuori, la Mente dentro la nostra mente, l'Eterno racchiuso nel tempo, il Divino dentro il cuore degli esseri.
Hum : rappresenta la realtà illuminata entro i limiti dell'individuo, unisce ogni cosa separata all'universale OM, elimina ogni difficoltà nata dall'ego che ci ostacola verso la Conoscenza.
Sono passati due anni dall'esame di filosofie orientali, ma queste cose ancora me le ricordo bene e ogni qual volta ritrovo ciò che ho studiato nella vita di tutti i giorni penso che finalmente ho interiorizzato qualcosa di più che semplici nozioni. Mi sento appagata. Introduzione effimera, forse, ma non potevo iniziare il discorso a cui mi voglio dedicare senza sprecare un paio di parole per spiegare il titolo a chi, giustamente, non conosce il sanscrito.
Il mio restare nella villetta della provincia bergamasca ha sicuramente incrementato le uscite con la mia dolce metà, uscite che spesso si riducono alla visione di un film in seconda (o anche terza) serata, come è successo ultimamente. Le recenti visioni che mi va di commenta
re sono due.

i figli degli uominiCominciamo con I figli degli uomini: un film cupo, ambientato nel 2027 in Inghilterra, unica zona rimasta franca dalle guerriglie urbane. Clive Owen, il protagonista, si ritrova a dover compiere una missione di grande responsabilità: salvare l'unica donna fertile rimasta per evitare l'estinzione della specie. Ora, vi chiederete perchè questo film tra il pre- industriale e il post- atomico mi abbia colpito così tanto... il fatto è che non lo so nemmeno io. La mia attenzione è stata attirata dalla donna incaricata di salvaguardare l'incolumità della donna gravida, il suo continuo ripetere quel "om mani padme hum". L'India, bella e splendente, ritorna. E con il film ritorna la mia voglia sopita di tornarci.


unUn'altra giovinezza: Dominic Matei è un settantenne docente di linguistica ossessionato dal linguaggio e da Laura, amata in gioventù e morta di parto. Deciso a togliersi la vita con una dose letale di stricnina, la mattina di Pasqua viene colpito da un fulmine davanti alla stazione di Bucarest ma la scarica elettrica, invece di ucciderlo, innesca un prodigioso processo rigenerativo. Sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, alla bomba atomica e alla Guerra Fredda, Matei vuole portare a termine il suo libro sull'importanza del linguaggio nell'attribuzione di senso al tempo. La proroga di vita e l'incontro con Veronica, incarnazione dell'amata Laura, diventano la possibilità per raggiungere l'inarticolato momento del principio. Un'altra giovinezza, adattamento del romanzo del filosofo e storico delle religioni Mircea Eliade, può essere considerato una cosciente messinscena del tempo e insieme uno strumento di ricerca e scoperta dell'origine del linguaggio e della nostra civiltà. Ed è qui che nasce il mio interesse per questo capolavoro: il sanscrito, l'attore che interpreta l'orientalista più dotato della scuola italiana (Giuseppe Tucci), la caverna in India, il pandit e il fenomeno dell reincarnazione, tutte cose che fanno ormai parte del mio patrimonio culturale e che mi invogliano ad andare avanti nei miei studi per arrivare ad una qualche conclusione.
Quest'anno non ho potuto preparare i miei quadernetti e temperare le mie matite per seguire le lezioni come avrei voluto, ma l'avere del tempo da dedicare a tutto questo rimane comunque una cosa impagabile.
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lunedì, 15 settembre 2008
sbarra1) Stasera ho fatto qualcosa che non ho mai avuto il coraggio di provare, un pò per snobberia, un pò perchè tradire la danza di élite per dedicarmi a qualcosa di diverso, non meno impegnativo, non era nei mei progetti. La sbarra era lì a guardarmi,  e sorrideva come solo una madre sa fare. Sicuramente pensava fossi molto più sciolta in quel momento, che non nel periodo in cui stavo appoggiata a lei, con le scarpe di gesso e i capelli raccolti. Per la prima volta in vita mia mi sono sentita "elettricità", per dirla alla Billy Elliot. Niente passi precisi, solo musica e parole, con le gambe tremanti per aver riposato per più di un anno e il cuore  che batteva all'impazzata per aver ritrovato il primo amore.

Le mie punte giacciono in fondo all'armadio e lì rimarranno ancora per molto tempo.





2) Un grazie sincero ai quattro uomini con cui ho passato le mie vacanze a Benidorm (in particolare uno, ma quello era ovvio), perchè nonostante il vostro essere camionisti, a tratti irritabili, con un piccolo gesto avete comprato il mio cuore.

 S6000906





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mercoledì, 27 agosto 2008
"La vigilia della partenza, mia nonna venne a dormire da noi.
Tutte le mattine coglieva dei gelsomini che metteva nel reggiseno per profumarsi.
Quando se lo slacciava i fiori le cadevano dai seni.

Una cosa magica"

madonna della gamba
Anche quest'anno non ho potuto fare a meno di accompagnare mamma e nonna al piccolo santuario della madonna della gamba situato nelle nostre valli. Intendiamoci, non è il santuario in sé a darmi tanta pace e a richiamarmi ogni estate, ma è l'atmosfera che si respira a coinvolgermi così tanto. E' in quella chiesa che la nonna decise di appoggiarmi nella scelta di andare a Bologna, ed è quel profumo fragrante di  pane appena sfornato che mi ricorda  quei momenti che tanto amavo da piccola, quando accovacciata alla sua sedia ascoltavo la madre di mia madre raccontarmi di questa madonna che aveva salvato la gamba ad una ragazza inferma. E' quel genere di cose che so che ricorderò per sempre, anche quando lei non ci sarà più.
Un tenero ricordo da custodire insieme al profumo del basilico appena colto e ai colori dell'arcobaleno.


 
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